C.C.I.A.A. Bergamo - La congiuntura economica: industria, artigianato, commercio e servizi in provincia di Bergamo nel secondo trimestre 2018

 

Dopo un apparente stallo nei primi tre mesi del 2018, la produzione industriale a Bergamo è cresciuta nel secondo trimestre (+1,5%) portando l’indice a quattro punti di distanza dal massimo storico toccato nel lontano 2007 e consolidando un trend positivo che si è intensificato negli ultimi due anni e mezzo. La variazione su base annua segna ancora un robusto +5%.
La dinamica provinciale va relativizzata e inquadrata nel contesto di una decelerazione che si registra con più evidenza a livello regionale così come in Italia e nell’intera Eurozona.  In specifico, nell’intera Lombardia la variazione congiunturale (+0,3%) è in rallentamento per il terzo trimestre consecutivo, pur mantenendosi ben al di sopra (+3,9%) dell’anno precedente.
Il divario tra dinamica congiunturale e tendenziale è presente anche nei risultati dell’industria bergamasca. L’indebolimento del ciclo è visibile, così come nei dati lombardi, nella frenata degli ordinativi acquisiti nel trimestre: in stallo quelli interni, in flessione quelli esteri. Un minore contributo dell’export è confermato anche dalla diminuzione della quota estera sul fatturato totale.
I livelli produttivi, in crescita tendenziale per una larga maggioranza delle imprese, restano sostenuti in particolare nella meccanica che, in regione come a Bergamo, non evidenzia quei segnali di decelerazione presenti invece in alcuni comparti (mezzi di trasporto, gomma-plastica) più vicini alla filiera dell’auto, oltre che nei settori più orientati alla domanda interna.
La dinamica della produzione industriale continua a sostenere, come già nel primo trimestre, i livelli occupazionali: la variazione degli addetti depurata dalla stagionalità è complessivamente positiva da tre anni e mezzo, con indizi recenti di un più intenso turnover.
Le previsioni sul successivo trimestre estivo sono caute ma ribadiscono l’attesa di un rallentamento della domanda internazionale.
Gli indicatori dell’artigianato manifatturiero bergamasco sono sensibilmente migliori della media regionale (la produzione segna +1,6% nel trimestre, +3,8% su base annua) e confermano una dinamica brillante della produzione, meno soddisfacente invece quanto a fatturato e occupazione.
Segnali meno positivi (e non sempre coerenti a causa di una copertura campionaria limitata)  provengono dall’andamento del commercio e quindi dei consumi.
L’indagine sul volume d’affari del commercio al dettaglio a Bergamo registra  una dinamica  piatta delle vendite in provincia (+0,2% nel trimestre e su base annua) ma il dato regionale indica, per il terzo trimestre consecutivo, una flessione tendenziale   (-1,4%) generalizzata a tutti i canali della distribuzione.  Il giro d’affari a Bergamo nell’alimentare (-0,7) e nel non alimentare (+0,3) è comunque molto debole e nel commercio non specializzato la dinamica tendenziale è nulla secondo l’indagine congiunturale, mentre il consuntivo delle vendite in ipermercati e supermercati di Bergamo certifica, per il secondo trimestre consecutivo, un calo tendenziale marcato (-5,6%).
Nei servizi diversi dal commercio al dettaglio il quadro congiunturale è positivo anche se la dinamica di Bergamo è stabilmente inferiore al dato medio regionale. Nel complesso il volume d’affari cresce di un modesto +0,2% (+1% il dato regionale) sul trimestre e del +1,4% su base annua, contro un valore doppio della Lombardia.
Nell’edilizia si rafforzano i dati positivi con una marcato crescita tendenziale  a livello regionale (+6,4%) e un risultato provinciale probabilmente ancora più consistente.
 
In allegato la congiuntura.
Scarica file: Congiuntura 2° trimestre
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