CS: ENERGIA:  CONFIMI INDUSTRIA: “POSITIVO IL CAMBIO DI PASSO MA ORA MISURE STRUTTURALI”

Roma, 2 marzo 2026 – "Apprezziamo i segnali del Dl Bollette, dal superamento dei ristori una tantum all'avvio di interventi su contratti di lungo termine e oneri di sistema. Ma il costo dell'energia per le nostre imprese è ancora fino a tre volte superiore a quello dei competitor europei: servono misure strutturali per colmare il divario". Così Fabio Ramaioli, direttore generale di Confimi Industria, in audizione sul Dl Bollette alla Camera.
 
Per Confimi, bene anche l'attenzione al differenziale del gas e alla revisione dell'ETS europeo. "Ma restano criticità, alcuni alert tipo la rateizzazione degli oneri impropri al 6% per dieci anni che rischia di trasformarsi in nuovo debito per le Pmi, e i contratti di lungo termine devono essere semplici e accessibili, per non rischiare di rimanere scatole vuote". 
 
Sulle proposte: “rendere strutturali gli interventi sugli oneri di sistema oltre le misure temporanee, evitare che l’incremento dell’IRAP sul comparto energetico venga trasferito a valle lungo la filiera prevedendo un monitoraggio annuale di ARERA, semplificare l’accesso ai PPA e ai contratti di lungo termine attraverso modelli standardizzati, supporto tecnico del GSE e meccanismi di aggregazione territoriale, estendere gli strumenti di stabilizzazione del prezzo anche alle PMI non formalmente energivore valutando una categoria intermedia “mid-intensive”.
 
Resta centrale il nodo strutturale del costo energetico rispetto ai principali partner europei “Per evitare che ogni misura risulti compensativa e non risolutiva è necessario un intervento organico sulla formazione del prezzo, sul differenziale PSV-TTF, sull’incidenza parafiscale degli oneri, sulla struttura dei margini lungo la filiera”.  Necessario per la Confederazione, “anche un intervento statale per coinvolgere le partecipate dell’energia riducendo i margini abbassando i prezzi di vendita come avviene per le analoghe società tedesche e francesi attuando una politica di ebitda europea”.
 
Confimi Industria chiede infine "l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Governo e rappresentanze d'impresa per definire una strategia stabile e condivisa sul costo dell'energia. Perché senza industria non c'è transizione sostenibile".
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