COVID-19 – alcuni chiarimenti ministeriali in merito la proroga obbligatoria dei contratti a termine e dei rapporti di apprendistato

ll Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una Faq pubblicata sul proprio sito internet, fornisce alcuni chiarimenti in merito all’applicazione della proroga automatica per i contratti a tempo determinato, anche in somministrazione, e dei rapporti di apprendistato di 1° e 3° livello.
In particolare, è stato chiarito che l’articolo 93, co. 1, bis D.L. 19 maggio 2020, n. 34, conv. in L. 17 luglio 2020, n. 77 (si veda circolare Convertito in legge il c.d. decreto Rilancio – misure in materia di lavoro
pubblicata in data 22 luglio 2020) – disponendo che il termine dei contratti a termine, anche in somministrazione, e dei rapporti di apprendistato è prorogato per una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 – si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato che non siano a tempo indeterminato, proprio al fine di evitare che la loro durata iniziale risulti di fatto ridotta per effetto di circostanze non imputabili al lavoratore. Ad esempio, ricadono nella proroga della durata:
  • i contratti di lavoro a termine, ivi inclusi quelli stagionali;
  • i contratti in somministrazione a tempo determinato, intendendosi il rapporto di lavoro che intercorre tra l’Agenzia per il lavoro e il lavoratore;
  • i contratti di apprendistato, intendendosi quelli per il conseguimento di una qualifica e il diploma professionale e quelli di alta formazione e ricerca, limitatamente alla durata del periodo che precede la qualificazione.
Al contempo è stato precisato che nel “periodo di sospensione” vanno compresi sia i periodi di fruizione di un ammortizzatore sociale Covid-19, sia l’inattività del lavoratore in considerazione della sua sospensione dall’attività lavorativa in ragione delle misure di emergenza epidemiologica da Covid-19 (es. fruizione di ferie). In tutti questi casi il datore di lavoro, entro cinque giorni dalla data di scadenza originaria, deve effettuare la comunicazione obbligatoria di proroga, modificando il termine inizialmente previsto per un periodo equivalente a quello di sospensione dell’attività lavorativa.
 
Nonostante le molteplici perplessità circa la tecnica giuridica utilizzata, il lessico prescelto nonché i contenuti del predetto chiarimento ministeriale – nella speranza che ci siano interventi correttivi e chiarificatori da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonchè del Parlamento – si invita comunque ad attenersi alla predetta indicazione.
 
 
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