OCSE, TATONE (CONFIMI ALIMENTARE): “EL NIÑO NON È SOLO UN’EMERGENZA AGRICOLA: PER L’INDUSTRIA SIGNIFICA MATERIE PRIME PIÙ CARE E PRODUZIONE PIÙ INCERTA”
Roma, 23 settembre 2026 - “Il 95% di probabilità che entro la fine dell’anno si verifichi un El Niño molto forte è un dato che non riguarda soltanto l’agricoltura. Per l’industria alimentare significa soprattutto una cosa: maggiore incertezza sulla disponibilità e sul costo delle materie prime, proprio mentre le imprese hanno bisogno di programmare produzione e investimenti”.
Lo dichiara Alessandro Tatone, presidente di Confimi Industria Alimentare, commentando il nuovo Interim Economic Outlook dell’OCSE, che segnala anche un aumento di circa l’8% dei prezzi futures degli alimentari per la prima metà del 2027 e prospettive di raccolto peggiorate a causa del caldo e della siccità.
“Per un’impresa che trasforma una produzione agricola, la materia prima è il primo fattore industriale. Se cambiano quantità, qualità, disponibilità e prezzo, cambia l’intero conto economico dell’azienda. E quando la volatilità diventa strutturale, diventa molto più difficile fare contratti, fissare i prezzi, pianificare gli acquisti e mantenere margini che consentano di continuare a investire”.
“Gli shock climatici, però, non arrivano mai da soli. Si sommano al costo dell’energia, che resta una delle principali voci di spesa dell’industria alimentare e che l’OCSE indica tra i fattori di pressione sui prezzi. È una dinamica che attraversa tutta la filiera: dalla produzione agricola alla trasformazione, fino alla distribuzione, e alla fine arriva inevitabilmente al carrello della spesa. Se vogliamo evitare che ogni nuovo shock si traduca in un nuovo aumento dei prezzi alimentari, dobbiamo rafforzare la capacità di tutta la filiera di assorbire queste tensioni, a partire dalla competitività delle imprese che trasformano le nostre produzioni agricole”.