Payback dispositivi medici, Pulin (CONFIMI SANITÀ): “Dal CdS un segnale importante. Ora il Governo superi il meccanismo"

Roma, 24 settembre 2026 – Il Consiglio di Stato rinvia il deposito della sentenza sul payback dei dispositivi medici per il quadriennio 2015-2018, ma nel corso dell’udienza di merito emergono interrogativi sulla compatibilità del meccanismo con le norme e i principi dell’Unione europea.
 
“Attendiamo la sentenza, ma quanto emerso oggi conferma che il payback è un meccanismo che non può essere considerato una soluzione ordinaria – commenta Massimo Pulin, presidente di Confimi Industria Sanità –. La Corte Costituzionale ne aveva riconosciuto la legittimità limitatamente al periodo 2015-2018 proprio in ragione della sua natura circoscritta e straordinaria. È il momento di superare definitivamente il meccanismo”.
 
Per Confimi Sanità però il rinvio della decisione non deve tradursi in un'ulteriore fase di incertezza per le imprese e il superamento del payback deve essere accompagnato da una politica di governance strutturata tra Stato e Regioni, capace di programmare la spesa sanitaria in modo più efficace e coerente con i reali fabbisogni.
 
“Serve innanzitutto un innalzamento del tetto di spesa per i dispositivi medici – prosegue Pulin – insieme a un maggiore coordinamento tra Stato e Regioni, anche per l’ottimizzazione delle giacenze, a un repertorio unico dei dispositivi basato su marchio, modello e parametri economici di riferimento e a una piattaforma nazionale unica per la registrazione e gestione dei dati”.
 
“Una cosa deve essere chiara – conclude Pulin – Confimi Sanità respinge ogni ulteriore richiesta di copertura derivante dal payback a carico delle imprese. Ora è il momento di chiudere definitivamente questa stagione e costruire un modello di governance della spesa più efficace, trasparente e sostenibile per tutti”.
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